Italia in crisi: salvare l’agroalimentare

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Gli scaffali dei supermercati abbondano di prodotti provenienti da altri Paesi

“Non c’è cosa più avvilente che trovare nei reparti di ortofrutta dei supermercati italiani arance del Senegal, fagiolini del Marocco, pomodori del Belgio, meloni della Spagna e via elencando. Per non parlare delle assurde misure – nel vero senso della parola – a cui sono sottoposti i nostri generi alimentari da parte dei burocrati Ue. Tutti ricorderemo questioni relative alla lunghezza delle zucchine, la dimensione delle vongole, il diametro delle banane e amenità del genere”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Maritato. “Vorremmo tanto aver preso un abbaglio – continua e chiarisce – ma purtroppo siamo costretti a pensare che ci sia in atto un piano per la distruzione della nostra agricoltura. Non basta il contentino delle etichette con la provenienza dell’alimento, soprattutto considerando che le nostre arance, i nostri fagiolini, le nostre angurie non sono venduti all’estero, piuttosto finiscono nella pattumiera perché non conviene raccogliere in perdita ai nostri agricoltori. Non rinunciamo a pensare – attacca Maritato – che senza i presunti mercati unici, verosimilmente i prodotti locali costerebbero meno, se non altro per il trasporto e conseguentemente si vedrebbero molto di più sugli scaffali. Bisogna porre rimedio a tale situazione, specie in un contesto come quello attuale, con famiglie e imprese strangolate. Il comparto dell’agroalimentare proprio non lo merita”, chiosa il presidente.

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